Associazione di Studi Storici Giovanni Giolitti a Cavour-Associazione Studi Storici Giovanni Giolitti

Associazione di Studi Storici Giovanni Giolitti a Cavour-Associazione Studi Storici Giovanni Giolitti
IL CANTIERE DELLA ASSOCIAZIONE DI STUDI STORICI
GIOVANNI GIOLITTI (CAVOUR)

 
Logo Associazione di Studi Storici Giovanni Giolitti - Cavour (To)
 L'Associazione di Studi Storici Giovanni Giolitti ha chiuso il 2019 con eventi che costituiscono motivo di soddisfazione e di riflessione per quanti ne hanno seguito e ne assecondano l'impegno: GianPaolo Ferraioli, da un decennio relatore in convegni organizzati nel Cuneese su Giolitti e la sua età, già docente associato di storia è meritatamente asceso a Ordinario di storia contemporanea nell'Università della Campania  “Luigi Vanvitelli” con sede a Caserta; l'avvocato Luigi Rizzo ha pubblicato l'ottimo saggio su Il pensiero di Giovanni Giolitti, fondatore dello Stato sociale, tra guerra e pace  (ed. Arbor Sapientiae). Elaborata nel corso di un quindicennio anche sulla scorta di ricerche in carte giolittiane conservate  nella “Granda”, la sua opera getta luce innovativa sulla genesi e sulla  costruzione dello “stato sociale” sin da prima della rovinosa Grande Guerra. Infine il profilo del nostro Presidente, Alessandro Mella, figura nel Dizionario degli autori italiani contemporanei, con biobibliografia e note critiche, a cura di Lia Bronzi a Angelo Manuali (ed. BastogiLibri, dicembre 2019). 

 Il 2020 vedrà la pubblicazione del volume comprendente gli Atti dei tre convegni organizzati dalla ASSGG a Saluzzo (2017) e a Vicoforte (2018 e 2019). Il primo, “da Caporetto a Vittorio Veneto”, coronò precedenti  approfondimenti della Grande Guerra organizzati in coincidenza con  il Centenario (2014-2018), in collaborazione con l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito: un percorso scandito da incontri e pubblicazioni. Tra queste ricordiamo i quattro volumi collettanei Da Giolitti a Umberto II. La storia che torna (2014); 1914-1915: il liberalismo italiano alla prova e l'anno delle scelte (2015); La Massoneria nella Grande guerra (2016); 1915: maggio radioso o colpo di Stato? (2017); gli atti dell' “Incontro sull'età giolittiana” organizzato a Roma  di concerto con l'Archivio Storico della Presidenza della Repubblica il 21 giugno 2017 e l'edizione anastatica con introduzioni critiche dell'imponente “Inchiesta su Caporetto”. (*) 

  I convegni di Vicoforte costituiscono le prime due tappe dell'esame del “Lungo regno di Vittorio Emanuele IIII (1900-1946): l'età vittorioemanuelina-giolittiana (1900-1921) e Gli anni del Consenso (1922-1937), che stanno suscitando un approfondito dibattito sui rapporti tra Monarchia e fascismo nel settimanale “Idea: un impegno che sarà completato nel 2020 con “Gli anni difficili: 1938-1947”.

 Questi sforzi sono stati assecondati da Istituzioni e Centri di studio che ci hanno onorati con la pubblicazione dei loro loghi in testa a programmi e pubblicazioni (**). Sino al 2018 la Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo presieduta dal prof. Gianni Rabbia li ha sorretti con un contributo non rinnovato nel 2019 dal nuovo consiglio di amministrazione. 

   L'ASSGG,  fattivamente affiancata dalla  Associazione di studi sul Saluzzese presieduta dall'avv. Attilio Mola e dal Comune di Torre San Giorgio, dovrà ora ripensare la propria organizzazione per continuare ad attuare gli obiettivi per la cui realizzazione è sorta, anche perché il 2020 si presenta particolarmente impegnativo.

   In primo luogo nel suo corso continuerà la presentazione di opere pubblicate con il contributo  suo o di associazioni fiancheggiatrici. E' il caso del  Diario inedito, 1943-1944 di Luigi Federzoni, curato da Erminia Ciccozzi e introdotto da Aldo G. Ricci, già presentato alla Fondazione Giovanni Spadolini-Nuova Antologia (Firenze) e all' Archivio Centrale dello Stato; il  15 gennaio p.v.  esso viene presentato alla Fondazione Ugo Spirito (Roma), con intervento del suo presidente, Giuseppe Parlato. 
Le due opere cadorniane (Luigi Cadorna, La guerra alla fronte italiana, ed. BastogiLibri, e Carlo Cadorna, Caporetto. Risponde Cadorna, ed. BCSMedia), entrambe pubblicate con il concorso della ASSGG e già presentate in varie città, l'11 febbraio p.v. vengono presentate al Senato (Cadorna, come suo padre Raffaele, fu senatore del Regno, mentre suo figlio, Raffaele, fu senatore della Repubblica).

   A impegnarci nel corso del 2020 saranno nuove pubblicazioni e ulteriori appuntamenti con la storia: i già accennati Atti dei convegni realizzati nel trascorso triennio; il terzo convegno sul regno di Vittorio Emanuele III e infine, tema ineludibile, il 150° dell'annessione di Roma e del Lazio al Regno d'Italia. Nel quadro delle probabilmente numerose rievocazioni di quella data assiale, missione specifica  dell'ASSGG è ripercorrere come il Vecchio Piemonte e in specie il Cuneese vissero la sua preparazione e la sua attuazione e quali ne furono le molteplici ripercussioni “spirituali”, culturali, civili, economiche.

  Ci attende dunque un anno impe
gnativo. Confidiamo pertanto nel sostegno di tutti gli associati e auspichiamo che ognuno promuova entro il gennaio 2020 l'ingresso di un nuovo socio effettivamente interessato alle nostre tematiche e, all'occorrenza, disposto a concorrere alla vita dell'Associazione con una pur modesta oblazione. 

   Ringraziamo infine Davide Colombo che dall'inizio del nostro cammino, nel luglio 2017, ha  ideato e assiduamente aggiornato il sito della Associazione con professionalità ed encomiabile tempestività.  

    A tutti i migliori auguri di ottimo Anno Nuovo.
      
Il presidente                                     Il direttore scientifico                                   Il presidente onorario
cav. Alessandro Mella                           Aldo A. Mola                                      avv. Giovanna Giolitti

                                                               

(*) Il curatore sarà lieto di offrire copia di tali opere a quanti ne facessero richiesta.

(**)  Tra gli Enti e Istituti che ci hanno affiancati e in vario modo sorretti, oltre alla Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo sino al 2018, ricordiamo (in ordine alfabetico) Archivio Centrale dello Stato (Roma); Associazione di Studi sul Saluzzese (Torre San Giorgio); Associazione Nazionale ex Allievi della Nunziatella (Napoli); Centro Studi Piemontesi (Torino); Centro Studi Urbano Rattazzi (Alessandria); Comando Militare Regione Piemonte (Torino); Gruppo Croce Bianca (Torino); Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (Napoli); Premio Acqui Storia (Acqui Terme); Università della Terza Età, Piemonte (Torino).


LA CONSULTA DE SENATORI DEL REGNO
RENDE OMAGGIO ALLE RR.TOMBE A VICOFORTE
NEL 72° DELLA MORTE DI VITTORIO EMANUELE III 

  Una Rappresentanza interregionale della Consulta dei Senatori del Regno  ha reso omaggio alle Reali Tombe che racchiudono le Spoglie di Vittorio Emanuele III e della Regina Elena nella Cappella di San Bernardo, nel Santuario-Basilica di Vicoforte (Cn).
   Nel 72° della Sua morte ad Alessandria d'Egitto, il Re Soldato è stato ricordato nelle forme riservate a Lui care. E' stato ribadito l'impegno della Consulta a promuovere la memoria e la conoscenza sua e della Casa di Savoia, tutt'uno con la storia del Risorgimento e dell'unificazione nazionale.
  Oggi l'Associazione Culturale Gruppo Croce Bianca (Torino, via Barbaroux 43), presieduta dal conte Alessandro Cremonte Pastorello, Vicepresidente anziano della Consulta, ricorda Vittorio Emanuele III nel corso della celebrazione di una S. Messa di suffragio. 

Vicoforte-Genova, 28 dicembre 2019
Il Segretario della Consulta
Gianni Stefano Cuttica
Il Presidente 
Aldo A. Mola


 

GIOLITTI FONDATORE DELLO STATO SOCIALE
IL SAGGIO INNOVATIVO DI LUIGI RIZZO

Il Pensiero di Giovanni Giolitti - Luigi RizzoContrariamente a quanto solitamente si crede, i “liberali” non furono affatto reazionari e “anti-popolari”. Furono conservatori, cioè uomini della istituzioni, a cominciare dalla monarchia, garante dell'unità nazionale, ma niente affatto contrari a riforme. Anzi, fu proprio la dirigenza della Nuova Italia a varare le grandi leggi che dettero corpo formale e sostanziale al “cittadino”, a cominciare dall'istruzione elementare obbligatoria e gratuita voluta dal cuneese Michele Coppino e dall''irpino Francesco De Sanctis. Dopo l'età di Camillo Cavour e Urbano Rattazzi, di Quintino Sella e Agostino Depretis, delle tasse sulla macinazione delle farine e il corso forzoso della moneta cartacea, il governo Crispi statizzò le opere di carità, pubblicò il codice penale che abolì la pena di morte e  ampliò l'elettività di sindaci e presidenti di deputazioni provinciali. 
La svolta decisiva venne però con il programma riformatore enunciato da Giovanni Giolitti (1842-1928) col discorso di Busca del 29 ottobre 1899. All'opposto dei reazionari, i liberali, eredi della “scuola politica di Cavour”, vollero “dare soddisfazione ai desideri della grande maggioranza del paese; e così togliere le cause del pubblico malcontento”. “L'Italia –  disse Giolitti - “deve essere governata con la libertà e con la legalità” e “con la cura affettuosa delle classi più numerose della società”.
Iniziò così l' “età giolittiana” esaminata da Luigi Rizzo, giovane brillante avvocato in “Il pensiero di Giovanni Giolitti, fondatore dello Stato sociale, tra guerra e pace” (Ed. Arbor Sapientiae: www.arborsapientiae.com): tredici densi capitoli ricchi di note sui cinque governi presieduti dallo Statista tra il 1892 e 1921, dalla stagione degli scioperi d'inizio Novecento all'occupazione delle fabbriche del settembre 1920. Il ventennio giolittiano, scandito dall'armonizzazione di riforme sociali e legalità costituzionale, suffragio universale maschile, impresa di Libia, intervento nella Grande Guerra (cui Giolitti invano tentò di opporsi) e dalla crisi di rappresentatività e funzionalità della Camera con l'introduzione della proporzionale, rimane terreno di riflessione, denso di suggestioni per il presente.
In un'opera fondata su cultura storica e giuridica e paziente esplorazione di carte inedite Luigi Rizzo evidenzia che per Giolitti il Cuneese fu laboratorio politico e normativo per “testare” riforme di portata nazionale, sempre con l'occhio volto all'Europa. Per lui “gli uomini di Stato sono fatti esclusivamente per servire i popoli”. Il 24 dicembre 1925 il socialista Claudio Treves gli augurò di conservarsi sino al ritorno del “sole delle libertà”. Da pochi giorni, però, Giolitti si era dimesso da presidente del Consiglio provinciale di Cuneo per manovra orchestrata da fascisti, pressoché assenti dal Consesso. Mussolini aveva fatto sapere che se voleva il contributo governativo per completare opere pubbliche la “Granda” doveva darsi un presidente iscritto al Partito nazionale fascista. Squallido ricatto subìto dalla maggioranza dei consiglieri. Incombeva il regime di partito unico, con un “capo” dai “pieni poteri”.
Il corposo saggio di Luigi Rizzo esce alla vigilia del centenario del ritorno di Giolitti alla guida del suo V e ultimo governo (1920-1921), a conferma dell'interesse che le nuove generazioni di studiosi dedicano alla liberalismo autentico: non per feticismo del passato remoto ma per intendere il ruolo della classe dirigente che con due generazioni ben allevate e bene educate (parole di Giolitti) mirava a fare degli italiani un popolo paragonabile a quelli da tanti più secoli giunti all'unità nazionale. 
Aldo A. Mola

CONVEGNO DI VICOFORTE DI MARTEDI' 8 OTTOBRE 2019:
CROCACA, GALLERIA FOTOGRAFICA E VIDEO

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Nelle immagini il Prof. Ado Mola, al tavolo della presidenza con Catenacci, dà lettura del Messaggio di S.A.R. ai convenuti. La sala del convegno.

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MESSAGGIO DI S.A.R. LA PRINCIPESSA MARIA GABRIELLA DI SAVOIA
PER IL CONVEGNO 
“CORONA E REGIME, GLI ANNI DEL CONSENSO (1922-1937)” 
VICOFORTE, CN, 8 OTTOBRE 2019

mariagabriellaAl cav. Alessandro Mella, Presidente dell'Associazione di Studi Storici Giovanni Giolitti
Ai Presidenti e ai Soci del Rotary Club “Cuneo 1925” e del Rotary Club di Mondovì
A tutti i partecipanti al Convegno

     Sono molto rammaricata di non presenziare al Convegno di studio “Corona e Regime: gli anni del consenso, 1922-1937”, secondo incontro sul “lungo regno di Vittorio Emanuele III”. Esprimo il mio apprezzamento per il suo coordinatore, prof. Aldo Mola, per organizzatori, aderenti e relatori, tutti prestigiosi, e per Vicoforte, tra i Comuni più suggestivi del Vecchio Piemonte. Uno speciale pensiero va all'Associazione Nazionale ex Allievi della Nunziatella (Napoli è la mia città nativa) e al Gruppo Croce Bianca di Torino, nella persona del suo presidente, il conte Alessandro Cremonte Pastorello. 

    Il Vostro è l'unico convegno scientifico organizzato nel 150° della nascita di mio Nonno, Vittorio Emanuele III, Re d'Italia dal 1900 al 1946: mezzo secolo di vicende travagliate, che meritano di essere studiate e conosciute alla luce dei documenti. 

   Sono lieta che l'incontro si svolga a Vicoforte, ove riposano i miei Nonni, ricongiunti in Italia nel dicembre 2017. Il Santuario voluto da Carlo Emanuele I quale Mausoleo dei Savoia, circondato da immenso spazio incontaminato, invita alla meditazione. Risponde perfettamente allo spirito dei miei Nonni, sempre partecipi alla vita degli Italiani nelle gioie e nei dolori (non posso non ricordare mia zia Mafalda, morta il 28 agosto 1944 in un campo di deportazione in Germania) e al tempo stesso inclini alla riservatezza, al raccoglimento, nel Palazzo del Quirinale come a Racconigi, nelle valli del Cuneese, ovunque in Italia.

  Furono e rimangono esempio. Le loro Tombe nel Santuario di Vicoforte, lì per sempre, sono un messaggio di pace, un invito alla concordia dei cittadini, come ricorda l'Altare della Patria.  

  Invio partecipi saluti al Rotary Club “Cuneo 1925” e a quello di Mondovì che oggi lo affianca. Del Club “storico” mio Padre fu Socio d'Onore dal 1927; a mia volta ne sono Socio d'Onore. Memore del nostro primo incontro al Castello di Villanova Solaro il 13 giugno 2006, mi riprometto e Vi prometto di tornare tra Voi nella prossima primavera.

  Come diceva mio Padre, ripeto: “Italia innanzi tutto!”.
Ginevra, 8 ottobre 2019
 
GIOLITTI: SOVRANITÀ DEL PARLAMENTO
SULLA POLITICA ESTERA
CAVOUR, 17 LUGLIO
 
Giovanni Giolitti è stato rievocato dinnanzi alla sua tomba monumentale nell'anniversario della morte, presenti la bisnipote, avv. Giovanna Giolitti, i sindaci di Cavour, Sergio Paschetta, e di Torre San Giorgio, Daniele Arnolfo, il generale Antonio Zerrillo, l'ex presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo, prof. Gianni Rabbia, l'ing. Gianfranco Billotti, presidente dell'UniTre Piemonte e una folta rappresentanza dell'UniTre di Cavour, della Proloco, e della Associazione di studi storici intitolata allo Statista, presieduta da Alessandro Mella.
 
Lo statista è stato sinteticamente ricordato dallo storico Aldo A. Mola, che ne ha recentemente pubblicato la biografia e, fra altro, ha detto:   
 
“Dall'unità nazionale a oggi ci sono stati parecchi presidenti del Consiglio e ministri di valore. Hanno attuato riforme importanti, opere pubbliche, provvidenze sociali. Però l'unico ad aver affrontato il problema dei problemi è stato Giovanni Giolitti (Mondovì, 27 ottobre 1842-Cavour, 17 luglio 1928): la credibilità dell'Italia nelle relazioni internazionali  fondata anche sulle sue forze armate. Lealtà e chiarezza erano i cardini della politica di Giolitti. 
Quando nell'estate 1914 esplose la conflagrazione europea, poi degenerata in prima guerra mondiale, Giolitti chiese trattative diplomatiche con l'Austria-Ungheria per evitare l'intervento dell'Italia in un conflitto che prevedeva lungo ed esoso di risorse e vite umane, come poi fu.
Non venne ascoltato. Anzi nel maggio 1915 a Roma gli interventisti più scalmanati tentarono di ucciderlo. Dovette riparare a Cavour.
Dall'agosto 1917, tre mesi prima di Caporetto, Giolitti propose che il potere di dichiarare la guerra passasse dal Re al Parlamento. Lo ripeté nel 1919 e quando tornò al governo, nel 1920-1921.
Quella era l'unica vera grande riforma di cui l'Italia aveva bisogno. Fu chiesta da lui: liberale, Collare della Santissima Annunziata, “cugino del Re”, monarchico ma non cortigiano. Non venne attuata. E così nel 1940 Mussolini ebbe mani libere per  buttare l'Italia alla leggera nella seconda guerra mondiale, all'insaputa dei cittadini.
La politica estera e la difesa, insegna Giolitti, sono i pilastri del Paese. Vanno discusse e decise in Parlamento. Questo insuperato Statista va ricordato non per feticismo, ma perché la sua lezione costituzionale e politica è attualissima. Per lui viene prima l'Italia: cioè i doveri dei cittadini verso la patria; poi gli italiani, affratellati agli altri popoli in un disegno civile unitario.
Sovrano è il Parlamento. Con tutti i suoi limiti, esso è votato dai cittadini e li rappresenta.
Nella sua iscrizione mortuaria Giolitti volle essere ricordato quale “deputato”: lo fu per 46 anni, scelto liberamente dagli elettori dal 1882 alla sua morte, non da un Gran Consiglio o da “capibanda”. Le lapidi sua e della consorte, Donna Rosa Sobrero Giolitti Collaressa dell'Annunziata, vanno lette, meditate e capite: costituiscono un'eredità morale e un messaggio per l'Italia odierna e per l'Europa che verrà”.
Associazione di Studi Storici Giovanni Giolitti 
 

L'EDITORIALE di Aldo Mola


L'EDITORIALE: L'ANTICRISTO CHE E' IN NOI. BENEDETTO CROCE TRA PROGRESSO E  “FINE DEI TEMPI”


Dopo il rovesciamento di Mussolini da capo del governo (atto compiuto dal Re, non da un "filosofo", da  un capopartito antifascista o da un gerarca "pentito"...) era possibile distinguere la continuità dello Stato, monarchico, dalla persona di Vittorio Emanuele III? 
Lo storico Aldo A. Mola riapre il dibattito con l'editoriale  odierno 'L'Anticristo che è in noi', pubblicato in "Il Giornale del Piemonte e della Liguria".
LEGGI L'EDITORIALE
 
DALLO STATUTO ALBERTINO ALLA CARTA REPUBBLICANA (1848-2019)
LA VERA CONTINUITA': IL SENSO DELLO STATO DEGLI ITALIANI

 
DALLO STATUTO ALBERTINO ALLA CARTA REPUBBLICANA (1848-2019): LA VERA CONTINUITA: IL SENSO DELLO STATO DEGLI ITALIANI   DALLO STATUTO ALBERTINO ALLA CARTA REPUBBLICANA (1848-2019): LA VERA CONTINUITA: IL SENSO DELLO STATO DEGLI ITALIANILo Stato d'Italia è tra i più “giovani” dell'Europa continentale. Però, a differenza di altri, nel corso di quasi 160 anni si è valso di due sole costituzioni: lo Statuto promulgato da Carlo Alberto  di Savoia, Re di Sardegna, nel 1848, divenuto nel 1861 Carta del neonato Regno d'Italia e formalmente durato  sino al 31 dicembre 1947, e la Costituzione che vige dal 1° gennaio 1948. Pur con profonde differenze di stile e di prospettive, le due Carte mostrano consonanze a cominciare dalla suprema Autorità: il Re era “capo supremo dello Stato” (art. 5); il Presidente è “il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale”. Dall'origine sovrano “per grazia di Dio”, dal 1861 il Re emanò leggi e decreti “per volontà della Nazione”: alla quale “appartiene la sovranità” per l'art 1 della Costituzione attuale. Lo Statuto albertino enunciò l'uguaglianza dei cittadini dinnanzi alle leggi, poi principio cardine della Carta repubblicana, e l'indipendenza dell'Ordine (non “potere”) giudiziario. 
    Il confronto, articolato e complesso, tra le due Carte è stato al centro del convegno  “Dallo Statuto Albertino alla Costituzione della Repubblica italiana” svolto il 12 giugno al Museo Nazionale del Risorgimento (Torino, Palazzo Carignano) per il 25° del “Gruppo Croce Bianca”, presieduto dal conte Alessandro Cremonte Pastorello. 
   Agli interventi di Aldo A. Mola, storico, Aldo G. Ricci, già sovrintendente dell'Archivio Centrale dello Stato, e Tito Lucrezio Rizzo, docente alla “Sapienza” di Roma e già Consigliere della Presidenza della Repubblica, ha assistito un pubblico qualificato e partecipe: il Comando della Regione Militare Esercito Piemonte, i presidenti della Associazione di studi storici Giovanni Giolitti (che ha concorso all'organizzazione), di Assoarma (Torino), dell'Associazione Amici del Museo di Artiglieria, nonché folte rappresentanze delle Guardie d'Onore del Pantheon, della Consulta dei senatori del regno e di vari sodalizi uniti dal culto della storia, evocata dai messaggi di S.A.R. la Principessa Maria Gabriella di Savoia e del Principe Amedeo di Savoia, duca di Aosta. Il Gruppo Croce Bianca pubblica gli Atti (via Barbaroux 43, Torino, tel.011.81174961). 

 
MESSAGGIO DI S.A.R. LA PRINCIPESSA MARIA GABRIELLA DI SAVOIA
Maria Gabriella di SavoiaAll' Ill.mo Conte Dottor
Alessandro CREMONTE PASTORELLO
Vicepresidente della Consulta dei Senatori del Regno
Presidente del “GRUPPO CROCE BIANCA”
TORINO

Carissimo Presidente,

  grata dell'invito e molto rammaricata di non poter presenziare alla celebrazione del XXV  anniversario del prestigioso e fattivo sodalizio GRUPPO CROCE BIANCA, dedito con rigore e passione alla riscoperta  e alla difesa della memoria storica, con particolare riferimento al Risorgimento e all'unificazione d'Italia, invio a Lei e a tutti i partecipanti il mio saluto più cordiale.

Amedeo di Savoia e il conte Alessandro Cremonte Pastorello Sono lieta che l'Incontro odierno rievochi il mio Avo, Carlo Alberto, il Re Magnanimo, e lo Statuto del 4 marzo 1848, durato in vigore sino 31 dicembre 1947, e che esso si svolga in un Palazzo particolarmente vivo nei miei ricordi e a caro al mio cuore.

   Mi riprometto di tornare presto nel “Vecchio Piemonte” anche per accompagnare in un successivo “pellegrinaggio” il GRUPPO CROCE BIANCA al Santuario- Basilica di Vicoforte ove riposano le Salme dei miei Nonni.

  So quanto Essi amassero Torino e il Piemonte, fulcro dell'unità nazionale, realizzata nell'ambito di una Europa più civile, unita e pacifica. 

  Come Voi dire, “Piemont fa grado”.

  Affido questo messaggio, Carissimo Conte Cremonte Pastorello, al prof. Aldo A. Mola, presidente della Consulta dei Senatori del Regno, oggi relatore al Convegno  “Dallo Statuto Albertino alla Costituzione della Repubblica italiana” con i professori Aldo G. Ricci, Collega Consultore, e Tito Lucrezio Rizzo, studiosi i cui scritti conosco e apprezzo.
   
   Buon pomeriggio a Lei, Presidente, e a tutti i presenti!

 Ginevra, 12 giugno 2019

 
Maria Gabriella di Savoia
(Nelle foto: S.A.R. la Principessa Maria Gabriella di Savoia; S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia con il Presidente del Gruppo Croce Bianca, conte Alessandro Cremonte Pastorello)
CARLO CADORNA E ALDO A. MOLA:
“IL RE TRA POLITICI E MILITARI NELLA GRANDE GUERRA”
 24 MAGGIO AL SANTUARIO DI VICOFORTE 
   Su iniziativa del Gruppo Croce Bianca di Torino, con l'adesione dell'ASSGG, venerdì 24 maggio 2019,è stato reso omaggio alle Tombe di Vittorio Emanuele III e della Regina Elena nel Santuario di Vicoforte (CN). Successivamente, nella Casa Regina Montis Regalis, il Colonnello Carlo Cadorna e lo storico Aldo A. Mola hanno illustrato il versante meno noto dell'Italia nella Grande Guerra: il ruolo del Re tra Comando Supremo e governi. A breve pubblicheremo il video integrale delle relazioni e la galleria fotografica completa.
 
     

A VICOFORTE IL 28-29 SETTEMBRE 2018
UN CONVEGNO SUL LUNGO REGNO DI VITTORIO EMANUELE III
                                    
L'Associazione di Studi Storici Giovanni Giolitti ha organizzato il primo di  tre convegni sul mezzo secolo di regno di Vittorio Emanuele III (29 luglio 1900-9 maggio 1946). L’evento di quest’anno ha analizzato il periodo 1900-1921 l'età vittorioemanuelina-giolittiana e gli seguiranno il 1922-1938, dall'avvento di Mussolini alla Conferenza di Monaco di Baviera ed il 1939-1946, dal “patto di Acciaio” all'abdicazione. 
Dopo un quindicennio di progresso civile e prosperità economica (1900-1914), il Regno d'Italia dovette misurarsi con la Grande Guerra (1914-1918) e le sue conseguenze internazionali e interne; poi con i totalitarismi e il regime di partito unico che in Italia mirò a emarginare la Monarchia; infine con la seconda Guerra mondiale, che travolse il Paese e condusse al cambio della forma costituzionale, all'indomani dell'abdicazione di Vittorio Emanuele III.
Il primo Convegno si è svolto il 28-29 settembre presso il Santuario di Vicoforte (CN), ove dal dicembre 2017 riposano le Salme di Vittorio Emanuele III e della Regina Elena. Sono intervenuti Gianni Rabbia, Giovanna Giolitti, Giuseppe Catenacci, Luca G. Manenti, Tito Lucrezio Rizzo, Aldo G. Ricci, Federico Lucarini, Claudio Susmel, il Gen. Antonio Zerrillo, Giorgio Sangiorgi, Gianpaolo Romanato, Dario Fertilio, GianPaolo Ferraioli, Romano Ugolini, il Col. Carlo Cadorna, Enrico Tiozzo e Aldo A. Mola, direttore del Convegno.  Ha tratto le conclusioni Alessandro Mella, presidente  della ASSGG.
L’evento ha permesso di esaminare, con rigore scientifico ed attenzione, l’età “vittorioemanuelina – giolittiana” ripercorrendo i primi vent’anni di regno di Vittorio Emanuele III (dal 1900 al 1921 circa) attraverso gli interventi di relatori di altissima levatura.
Le loro relazioni e gli atti del convegno saranno presto raccolti in volume dedicato.
A margine dell’incontro, i partecipanti hanno espresso  l’auspicio illustrato nel documento allegato alla presente.
 
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RICORDATO A CAVOUR IL 90° DELLA MORTE DI GIOVANNI GIOLITTI 
RICORDATO A CAVOUR IL 90� DELLA MORTE DI GIOVANNI GIOLITTI(Cavour, Torino, 17 luglio 2018) – Alle ore 18 di martedì 17 luglio Giovanni Giolitti, lo Statista della Nuova Italia, è stato ricordato a Cavour nel 90° della morte, per iniziativa della Associazione di Studi Storici a lui intitolata. Dinnanzi alla tomba Giolitti- Plochiù, nel cimitero comunale, deposta una corona di alloro, il presidente dell’Associazione (ASSGG) Alessandro Mella ed il presidente onorario avv. Giovanna Giolitti hanno invitato i presenti a raccogliersi in silenzio per un minuto. Il direttore scientifico prof. Aldo A. Mola ne ha brevemente rievocato la figura: monarchico, liberale, riformatore, cinque volte presidente del Consiglio dei ministri (1892-1921), Collare della SS. Annunziata, Statista eminente al pari di Camillo Cavour e Luigi Einaudi, come ricordato recentemente dal Presidente Sergio Mattarella. La visione politica di Giolitti (1842-1928), pionieristica e lungimirante, e il suo alto senso dello Stato sono ancor oggi attualissimi, meritano studi e approfondimenti e rimangono misura di una classe dirigente all'altezza delle aspirazioni degli italiani.

ARTICOLO COMPLETO E FOTO

FONDATA  A CAVOUR L'ASSOCIAZIONE "GIOVANNI GIOLITTI"
LA LUNGA STRADA ALLA SCOPERTA DELLO STATISTA (1978-2017)

Giovanni Giolitti  Le ricerche innovative su Giovanni Giolitti hanno quarant'anni. Malgrado l'onesta biografia di Nino Valeri e i saggi sorti su impulso di una parte delle sue Carte  conservate all'Archivio Centrale dello Stato ('Quarant'anni di politica italiana" curate da Piero D'Angiolini, Giampiero Carocci e Claudio Pavone), nella pubblicistica,  nella manualistica e nell'opinione corrente lo Statista rimase il "ministro della malavita", il "Giovanni Battista del fascismo" e anche peggio. Per alcuni, ma sempre meno, lo è ancora.
Nel 1978 il Centro Studi Piemontesi, fondato e animato dal prof. Renzo Gandolfo,  organizzò il Convegno "Istituzioni e metodi politici dell'età giolittiana" (11-12 novembre, Mondovì-Cuneo-Dronero, Cavour). In coincidenza con la sessione di Cuneo il Presidente della Repubblica, on. Sandro Pertini, scoprì il busto in bronzo di Giolitti nel Salone del Consiglio Provinciale di Cuneo. Intervennero relatori, tra altri, Luigi Firpo, Giovanni Spadolini, Ettore Rotelli, Mario Abrate, Massimo Mazzetti,  Rinaldo Cruccu, Giovanni Tesio, Adolfo Sarti, Manlio Brosio, Claudio Schwarzenberg, Cosimo Ceccuti, Roberto Chiarini, Bruno di Porto e Aldo A. Mola, coordinatore dei lavori con il prof. Gandolfo e curatore degli Atti per il Centro Studi Piemontesi (1979).
Il Convegno venne propiziato dal prof. Giovanni Giolitti che in Cavour aprì agli ospiti Villa Plochiù, dimora del nonno. L'allora sindaco di Cavour, Sergio Fenoglio, fece collocare la segnaletica "Luoghi giolittiani". 
Undici anni dopo il Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, dettò la lapide memoriale dell'ingresso di Giolitti al governo (9 marzo 1889), murata a Villa Plochiù e scoperta in coincidenza con un convegno che ebbe relatori Giovanni Goria e Valerio Zanone.  
Per liberare Giolitti e la sua età dalla coltre di pregiudizi ideologici e faziosi occorreva proporne l'Opera sulla base di documenti inediti. Lo fecero una nuova biografia (ora nei Classici della Storia Mondadori) e i tre volumi in cinque tomi "Giovanni Giolitti al Governo, in Parlamento e nel Carteggio" (ed. Bastogi per la Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo, presieduta dal prof. Giovanni Rabbia) curati da Aldo A. Mola e da Aldo G. Ricci, sovrintendente dell'Archivio Centrale dello Stato (2007-2010).
Infine un DVD  (marzo 2017) propone "Giovanni Giolitti, lo Statista della Nuova Italia (1842-1928)": strumento rigoroso e divulgativo, dal quale è nato l'"Incontro sull'età giolittiana", organizzato all'Archivio Storico della Presidenza della Repubblica (21 giugno 2017), aperto e concluso dalla Sovrintendente dott.ssa Marina Giannetto.

Per continuare quel lungo cammino il 20 luglio 2017 è nata in Cavour l'Associazione di studi storici intitolata a Giovanni Giolitti.


ULTIMO AGGIORNAMENTO:
13 Gennaio 2020


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