Associazione di Studi Storici Giovanni Giolitti a Cavour-Associazione Studi Storici Giovanni Giolitti

Associazione di Studi Storici Giovanni Giolitti a Cavour-Associazione Studi Storici Giovanni Giolitti
         
       CARLO CADORNA E ALDO A. MOLA:
“IL RE TRA POLITICI E MILITARI NELLA GRANDE GUERRA”
 24 MAGGIO AL SANTUARIO DI VICOFORTE
 
 
Santuario di Vicoforte, le Tombe Reali   Alle 11.45 del 24 maggio 2019 il Gruppo Croce Bianca di Torino, presieduto dal conte Alessandro Cremonte Pastorello, festeggia il 25° della fondazione rendendo omaggio alle Tombe di Vittorio Emanuele III e della Regina Elena nel Santuario di Vicoforte (CN). Di seguito, nella Casa Regina Montis Regalis, il Colonnello Carlo Cadorna e lo storico Aldo A. Mola illustrano il versante meno noto dell'Italia nella Grande Guerra: il ruolo del Re tra Comando Supremo e governi. L'ingresso è libero. 
     A trattare segretamene per mesi l'adesione dell'Italia alla Triplice Intesa (Gran Bretagna, Francia e Russia) contro Austria-Ungheria, Germania e loro alleati fu il governo presieduto da Antonio Salandra con Sidney Sonnino agli Esteri. Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Luigi Cadorna, in carica dal luglio 1914, non venne consultato sul metodo e nel merito. Solo il 6 maggio fu informato che entro due settimane l'Italia doveva iniziare l'offensiva. Seguirono giorni convulsi. Il 13 (ricorda Mola) il governo si dimise perché non aveva la maggioranza in Parlamento, in larga maggioranza favorevole alla neutralità condizionata proposta da Giolitti. Il 17 Salandra venne reincaricato e il 20 ottenne carta bianca. Il 23 dichiarò guerra. 
      Le condizioni dell'Esercito dalla conflagrazione all'intervento sono documentate da Carlo Cadorna, in Caporetto. Risponde Cadorna” (ed. Bcsmedia, Grottaferrata, pp. 474), che rielabora le Pagine polemiche di suo nonno. Scritto nel 1919 e pronto per la stampa nel 1926, quel libro rimase inedito su ordine di Mussolini. Ora c'è. 
      Nello stesso 1919 Luigi Cadorna, “un generale del Risorgimento” secondo suo nipote Carlo, scrisse La guerra alla fronte italiana fino all'arresto sulla linea della Piave e del Grappa, pubblicata nel 1921. Da tempo introvabile, l'opera è riproposta da Mola con ampia prefazione e documenti inediti (BastogiLibri, Roma, pp. CVII+644). Ne emerge il contrasto fra la strategia cadorniana del conflitto, di respiro europeo, e la miopia dei governi Salandra, Boselli e Orlando, che lo concepirono anzitutto come lotta politica interna.
       Da questi studi emerge il ruolo fondamentale del Re quotidianamente impegnato a mediare. Cadorna chiedeva che il governo fornisse armi, viveri, vestiario e arginasse il disfattismo. Tanti ministri, invece, scaricarono sul Comando il peso di una guerra divenuta gigantesca e alla prima occasione pretesero la defenestrazione di Cadorna, proprio quando, dopo il disastro di Caporetto, il Generale aveva fermato l'avanzata austro-germanica dall'Isonzo al Piave. A difendere l'onore dell'Esercito e dell'Italia furono Vittorio Emanuele III nell'incontro di Peschiera con gli Alleati (8 novembre 1917) e Cadorna con i suoi scritti, ora disponibili.  
       Quella pagina di storia patria va riletta con attenzione mentre l'assetto delle Forze Armate è al centro di tensioni politiche allarmanti.
         Alla giornata di Vicoforte aderisce l'Associazione di studi storici Giovanni Giolitti, che a sua volta rende omaggio alle Salme (www.giovannigiolitticavour.it).

VICOFORTE: 24 MAGGIO 2019, OMAGGIO AL RE VITTORIO EMANUELE III
Santuario di Vicoforte
 

Alle 11.45 di venerdì 24 maggio 2019 la Associazione Culturale Gruppo Croce Bianca (Torino), nel 25° della sua fondazione, e la Associazione di Studi Storici Giovanni Giolitti (Cavour), dopo la S. Messa celebrata dal Rettore don Francesco Tarò (h.11.00), renderanno omaggio alle RR. Tombe di Vittorio Emanuele III della Regina Elena nella Cappella di San Bernardo del Santuario di Vicoforte.
 Tra le 12.15 e le 13.15 nell'attigua Casa Regina Montis Regalis il Col. Carlo Cadorna, autore di "Caporetto. Risponde Cadorna" e Aldo A. Mola, Presidente della Consulta dei Senatori del Regno, parleranno di:
 
Vittorio Emanuele III nella Grande Guerra:
il Re tra il Comando Supremo ed i Governi
 

Seguirà colazione nel Refettorio dei Frati della Casa Regina Montis Regalis (*).
        
I Soci della Associazione di Studi Storici Giovanni Giolitti sono caldamente invitati a far conoscere l' Annuale Pellegrinaggio organizzato ogni 24 maggio dalla Associazione Culturale Gruppo Croce Bianca di Torino e a partecipare numerosi almeno alla parte centrale della giornata: l'omaggio alle RR. Tombe e la evocazione storica del Re Soldato, con la prestigiosa presenza del Colonnello Carlo Cadorna, figlio del Generale Raffaele, comandante del Corpo Volontari della Libertà e nipote di Luigi Cadorna, Comandante Supremo nella Grande Guerra.
Nell'occasione saranno disponibili copie dell'Opera di Carlo Cadorna (BCSMedia, 2019, pp. 474), e di La guerra alla fronte italiana sino all'arresto sulla linea della Piave e del Grappa a cura di Aldo A. Mola, Bastogi, 2019, pp. CVI+644.

           Alessandro Mella                                               Giovanna Giolitti


Raccomandiamo di partecipare numerosi, di persona e con Amici.

Cavour, 26 aprile 2019
 

MESSAGGIO DI S.A.R. LA PRINCIPESSA MARIA GABRIELLA DI SAVOIA
NELL'ANNIVERSARIO DELLA TRASLAZIONE
DELLE SALME DI VITTORIO EMANUELE III E DELLA REGINA ELENA
NEL SANTUARIO-BASILICA DI VICOFORTE

 

Maria Gabriella di Savoia    Monsignor Don Bartolomeo Bessone, 
Rev. Don Francesco Tarò, Rettore del Santuario-Basilica della Natività di Maria Regina      
              Montis Regalis di Vicoforte,
Prof. Aldo Mola, Presidente della Consulta dei Senatori del Regno,

   nell'impossibilità di presenziare alle rievocazione della Traslazione delle Salme dei miei Nonni, Vittorio Emanuele III ed Elena di Savoia, promossa dalla Consulta e dalla Associazione di studi storici Giovanni Giolitti, invio la mia sentita partecipazione. 
   La sera di un anno fa venni informata in via riservata che l'istanza mesi prima rivolta da mio Fratello e da me, a nome delle nostre Sorelle, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché le Salme dei Nonni venissero trasferite e congiunte in Italia era stata fattivamente accolta. Appresi che la Salma di mia Nonna, giunta dal cimitero di Montpellier, stava per essere tumulata nella Cappella di San Bernardo nel Santuario-Basilica di Vicoforte con la partecipazione del Rettore, mons. Bessone, del Delegato della Casa per tutti gli Atti concernenti la estumulazione, traslazione e ritumulazione delle Salme, conte Federico Radicati di Primeglio, e del sindaco di Vicoforte, sig. Valter Roattino.
   Espressi subito la mia gratitudine al Presidente della Repubblica, perché così veniva soddisfatto il desiderio degli italiani, rinnovato e sempre più acuto nel tempo, che le Salme venissero composte nella Patria da Loro tanto amata e sempre tanto rimpianta. Due giorni dopo, il 17 dicembre, giunse da Alessandria d'Egitto il feretro di mio Nonno. 
   In quelle ore mi si affollavano nella memoria tre eventi: il 70° della morte di mio Nonno, il Centenario della Vittoria dell'Italia nella Grande Guerra, costata gravi sacrifici che unirono definitivamente la Nazione italiana, e il ricordo, sempre presente, di mia Zia Mafalda, morta nel campo di concentramento di Buchenwald il 28 agosto 1944, ove era stata deportata dai nazisti.

  Un anno dopo la Traslazione desidero ricordare che la Casa di Savoia è sempre stata tutt'uno con gli Italiani e fu sempre particolarmente vicina al “Vecchio Piemonte”, al Cuneese, la “Provincia Granda”, che ho visitato con mia Figlia Elisabetta e dove tornerò presto per raccogliermi, come oggi voi fate, dinnanzi alle arche dei Nonni, in un Mausoleo così ricco di storia e di arte qual è il Santuario di Vicoforte, circondato dal silenzio e dal profondo rispetto del passato.
   Mentre ringrazio per l'iniziativa memoriale odierna, a tutti i promotori e partecipanti invio  il mio saluto e i miei auguri di Serene Festività Natalizie e di un Anno nuovo operoso e propizio per l'Italia in una Europa di pace e di progresso civile.

Ginevra, 14 dicembre 2018     
Maria Gabriella di Savoia
 
A VICOFORTE IL 28-29 SETTEMBRE 2018
UN CONVEGNO SUL LUNGO REGNO DI VITTORIO EMANUELE III
                                    
L'Associazione di Studi Storici Giovanni Giolitti ha organizzato il primo di  tre convegni sul mezzo secolo di regno di Vittorio Emanuele III (29 luglio 1900-9 maggio 1946). L’evento di quest’anno ha analizzato il periodo 1900-1921 l'età vittorioemanuelina-giolittiana e gli seguiranno il 1922-1938, dall'avvento di Mussolini alla Conferenza di Monaco di Baviera ed il 1939-1946, dal “patto di Acciaio” all'abdicazione. 
Dopo un quindicennio di progresso civile e prosperità economica (1900-1914), il Regno d'Italia dovette misurarsi con la Grande Guerra (1914-1918) e le sue conseguenze internazionali e interne; poi con i totalitarismi e il regime di partito unico che in Italia mirò a emarginare la Monarchia; infine con la seconda Guerra mondiale, che travolse il Paese e condusse al cambio della forma costituzionale, all'indomani dell'abdicazione di Vittorio Emanuele III.
Il primo Convegno si è svolto il 28-29 settembre presso il Santuario di Vicoforte (CN), ove dal dicembre 2017 riposano le Salme di Vittorio Emanuele III e della Regina Elena. Sono intervenuti Gianni Rabbia, Giovanna Giolitti, Giuseppe Catenacci, Luca G. Manenti, Tito Lucrezio Rizzo, Aldo G. Ricci, Federico Lucarini, Claudio Susmel, il Gen. Antonio Zerrillo, Giorgio Sangiorgi, Gianpaolo Romanato, Dario Fertilio, GianPaolo Ferraioli, Romano Ugolini, il Col. Carlo Cadorna, Enrico Tiozzo e Aldo A. Mola, direttore del Convegno.  Ha tratto le conclusioni Alessandro Mella, presidente  della ASSGG.
L’evento ha permesso di esaminare, con rigore scientifico ed attenzione, l’età “vittorioemanuelina – giolittiana” ripercorrendo i primi vent’anni di regno di Vittorio Emanuele III (dal 1900 al 1921 circa) attraverso gli interventi di relatori di altissima levatura.
Le loro relazioni e gli atti del convegno saranno presto raccolti in volume dedicato.
A margine dell’incontro, i partecipanti hanno espresso  l’auspicio illustrato nel documento allegato alla presente.

 
UN MINUTO DI SILENZIO NEL CENTENARIO DELLA VITTORIA PER L'UNITA' DEGLI ITALIANI
 
A conclusione del Convegno di studi “Il lungo regno di Vittorio Emanuele III: l'età vittorioemanuelina-giolittiana (1900-1921)” i relatori e i suoi promotori propongono che il IV novembre 2018, Centenario della Vittoria, ogni cittadino nell'ora per lui propizia osservi un minuto di silenzio per ricordare la prova lungamente sofferta dai compatrioti nella Grande Guerra, il suo costo umano e il suo retaggio etico: l'unità degli Italiani.
 
Vicoforte, 29 settembre 2018
 
                                                         Il Presidente Alessandro Mella
                                                         Il Direttore Aldo A. Mola
 
Promotori del Convegno, tra altri: Associazione di Studi Storici “Giovanni Giolitti”, Comando Militare Esercito Piemonte, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici; Associazione Nazionale ex Allievi della Nunziatella; Premio Acqui Storia
Università della Terza Età, Piemonte.
Tra i Relatori: Dott. Giuseppe Catenacci (Ass. Nunziatella), avv. Giovanna Giolitti, col. Carlo Cadorna, gen. Antonio Zerrillo,  proff. Tito Lucrezio Rizzo (La Sapienza”, Roma), Aldo G. Ricci (Archivio Centrale dello Stato), Gianpaolo Romanato (Un. Padova), GianPaolo Ferraioli (Un. Campania), Romano Ugolini (Ist. Storia Risorgimento, Roma), Luca Manenti (Un. Trieste),  Dario Fertilio (Comitati Libertates), Claudio Susmel (Cagliari), Federico Lucarini ((Un. Salento), Giorgio Sangiorgi (Bologna), Enrico Tiozzo (Un. Goteborg) e Gianni Rabbia (Fondazione CR Saluzzo).
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RICORDATO A CAVOUR IL 90° DELLA MORTE DI GIOVANNI GIOLITTI 

RICORDATO A CAVOUR IL 90° DELLA MORTE DI GIOVANNI GIOLITTI(Cavour, Torino, 17 luglio 2018) – Alle ore 18 di martedì 17 luglio Giovanni Giolitti, lo Statista della Nuova Italia, è stato ricordato a Cavour nel 90° della morte, per iniziativa della Associazione di Studi Storici a lui intitolata. Dinnanzi alla tomba Giolitti- Plochiù, nel cimitero comunale, deposta una corona di alloro, il presidente dell’Associazione (ASSGG) Alessandro Mella ed il presidente onorario avv. Giovanna Giolitti hanno invitato i presenti a raccogliersi in silenzio per un minuto. Il direttore scientifico prof. Aldo A. Mola ne ha brevemente rievocato la figura: monarchico, liberale, riformatore, cinque volte presidente del Consiglio dei ministri (1892-1921), Collare della SS. Annunziata, Statista eminente al pari di Camillo Cavour e Luigi Einaudi, come ricordato recentemente dal Presidente Sergio Mattarella. La visione politica di Giolitti (1842-1928), pionieristica e lungimirante, e il suo alto senso dello Stato sono ancor oggi attualissimi, meritano studi e approfondimenti e rimangono misura di una classe dirigente all'altezza delle aspirazioni degli italiani.
 

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FONDATA  A CAVOUR L'ASSOCIAZIONE "GIOVANNI GIOLITTI"
LA LUNGA STRADA ALLA SCOPERTA DELLO STATISTA (1978-2017)

Giovanni Giolitti  Le ricerche innovative su Giovanni Giolitti hanno quarant'anni. Malgrado l'onesta biografia di Nino Valeri e i saggi sorti su impulso di una parte delle sue Carte  conservate all'Archivio Centrale dello Stato ("Quarant'anni di politica italiana" curate da Piero D'Angiolini, Giampiero Carocci e Claudio Pavone), nella pubblicistica,  nella manualistica e nell'opinione corrente lo Statista rimase il "ministro della malavita", il "Giovanni Battista del fascismo" e anche peggio. Per alcuni, ma sempre meno, lo è ancora.
Nel 1978 il Centro Studi Piemontesi, fondato e animato dal prof. Renzo Gandolfo,  organizzò il Convegno "Istituzioni e metodi politici dell'età giolittiana" (11-12 novembre, Mondovì-Cuneo-Dronero, Cavour). In coincidenza con la sessione di Cuneo il Presidente della Repubblica, on. Sandro Pertini, scoprì il busto in bronzo di Giolitti nel Salone del Consiglio Provinciale di Cuneo. Intervennero relatori, tra altri, Luigi Firpo, Giovanni Spadolini, Ettore Rotelli, Mario Abrate, Massimo Mazzetti,  Rinaldo Cruccu, Giovanni Tesio, Adolfo Sarti, Manlio Brosio, Claudio Schwarzenberg, Cosimo Ceccuti, Roberto Chiarini, Bruno di Porto e Aldo A. Mola, coordinatore dei lavori con il prof. Gandolfo e curatore degli Atti per il Centro Studi Piemontesi (1979).
Il Convegno venne propiziato dal prof. Giovanni Giolitti che in Cavour aprì agli ospiti Villa Plochiù, dimora del nonno. L'allora sindaco di Cavour, Sergio Fenoglio, fece collocare la segnaletica "Luoghi giolittiani". 
Undici anni dopo il Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, dettò la lapide memoriale dell'ingresso di Giolitti al governo (9 marzo 1889), murata a Villa Plochiù e scoperta in coincidenza con un convegno che ebbe relatori Giovanni Goria e Valerio Zanone.  
Per liberare Giolitti e la sua età dalla coltre di pregiudizi ideologici e faziosi occorreva proporne l'Opera sulla base di documenti inediti. Lo fecero una nuova biografia (ora nei Classici della Storia Mondadori) e i tre volumi in cinque tomi "Giovanni Giolitti al Governo, in Parlamento e nel Carteggio" (ed. Bastogi per la Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo, presieduta dal prof. Giovanni Rabbia) curati da Aldo A. Mola e da Aldo G. Ricci, sovrintendente dell'Archivio Centrale dello Stato (2007-2010).
Infine un DVD  (marzo 2017) propone "Giovanni Giolitti, lo Statista della Nuova Italia (1842-1928)": strumento rigoroso e divulgativo, dal quale è nato l'"Incontro sull'età giolittiana", organizzato all'Archivio Storico della Presidenza della Repubblica (21 giugno 2017), aperto e concluso dalla Sovrintendente dott.ssa Marina Giannetto.

Per continuare quel lungo cammino il 20 luglio 2017 è nata in Cavour l'Associazione di studi storici intitolata a Giovanni Giolitti.


ULTIMO AGGIORNAMENTO:
20 Maggio 2019


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