Associazione di Studi Storici Giovanni Giolitti a Cavour-Associazione Studi Storici Giovanni Giolitti

Associazione di Studi Storici Giovanni Giolitti a Cavour-Associazione Studi Storici Giovanni Giolitti

MEMORIA DI ROMANO UGOLINI

 
Professor Romano Ugolini, giÓ Presidente dell'Istituto per la Storia del Risorgimento ItalianoHo il triste compito di comunicare che è morto il carissimo Professor Romano Ugolini, già Presidente dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.

  L'Associazione di Studi Storici Giovanni Giolitti ha avuto il privilegio di averlo relatore nel convegno di Vicoforte al Convegno sul lungo regno di Vittorio Emanuele III.   

  Lo ricordiamo con la motivazione del Premio Acqui Storia alla Carriera, conferitogli nel 2019.
                             
  “Assistente dal 1969 e docente ordinario dal 1980 nelle Università di Palermo e di Perugia, da Segretario generale, Presidente dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e direttore della “Rassegna del Risorgimento” nel solco dei suoi Maestri Carlo Maria Ghisalberti ed Emilia Morelli, il professor Romano Ugolini ha tenuto alti e vivi gli studi del Risorgimento e dello Stato unitario, sia con sue opere innovative, frutto sempre di accurate esplorazioni archivistiche, sia con la promozione di Comitati dell'Istituto in Francia, Belgio, Germania, Spagna, nelle Americhe e in Giappone, concorrendo alla miglior conoscenza della storia d'Italia nella comunità scientifica internazionale, 
    Presidente della Commissione per l'edizione Nazionale degli scritti di Giuseppe Garibaldi, generosamente largo di suggerimenti a studiosi italiani e stranieri, coordinatore dei Congressi dell'ISRI e curatore dei loro Atti, Romano Ugolini ha approfondito le figure di Giuseppe Mazzini, di Ernesto Nathan e di altri insigni italiani di formazione europea, ascesi a paradigma di ideali universali”.

   La ASSGG si unisce al lutto della Consorte, Professoressa Donatella, e della Famiglia. Lo ricorderà nella presentazione degli Atti del Convegno.

   I funerali hanno luogo in Roma alle h.10 di giovedì 25 p.v. nella chiesa di San Lorenzo fuori le Mura (Verano). 

TSG, 23 GIUGNO 2020

Aldo A. Mola


nella fotografia, Romano Ugolini, il Presiedente della ASSGG, cav. Alessandro Mella, il prof. Aldo G. Ricci nella Sala Beata Paola (Regina Montis Regalis, Vicoforte, 28-29 settembre 2018). 


CENT'ANNI ORSONO IL V E ULTIMO GOVERNO GIOLITTI
 

CENT'ANNI ORSONO IL V E ULTIMO GOVERNO GIOLITTI   Il centenario della nascita del V governo presieduto da Giovanni Giolitti (16 giugno 1920-14 luglio 1921) è passato nel silenzio generale, anche da parte della Provincia di Cuneo, il cui Consiglio lo Statista presiedette per vent'anni (1905-1925).
   Nel corso del suo ultimo governo Giolitti mirò a risanare la finanza pubblica con la riduzione dello spaventoso debito pubblico (da 13 a oltre 90 miliardi) generato dello sconsiderato intervento in guerra; rivalutare la moneta; eliminare gli sprechi, anche con la riduzione di “uffici” inutili; stanare la speculazione finanziaria e l'evasione fiscale imponendo la nominatività dei titoli azionari. Puntò infine a restaurare la serietà della Scuola con Benedetto Croce alla Pubblica istruzione e a trasferire dalla Corona al Parlamento il potere di dichiarare guerra. 
   Purtroppo la Camera, eletta con il riparto dei seggi in proporzione ai voti ottenuti dai partiti, era frantumata in undici gruppi spesso litigiosi e inconcludenti.
   L'eroico sforzo del sommo Statista italiano si esaurì in un anno.
  Al governo Giolitti chiamò i cuneesi Camillo Peano, ministro dei Lavori pubblici; Marco di Saluzzo, sottosegretario agli Esteri; Giovanni Battista Bertone (cattolico), sottosegretario al Tesoro, e Marcello Soleri, incaricato di abolire il prezzo politico del pane, disastroso per l'erario.
   Giolitti fu l'ultimo cuneese asceso alla guida del Governo:cent'anni orsono. Merita memoria. 

19 giugno 2020

Aldo A. Mola


SANDRO CREMONTE PASTORELLO
“PIEMONT FA GRADO”
 


Il conte Alessandro Cremonte Pastorello e la consorte Anna al 25░ del Gruppo Croce Bianca (Palazzo Carignano).     Viso marmoreo, un battito impercettibile delle palpebre reclinate, avvolto nel manto del Sovrano Militare Ordine di Malta, il conte Alessandro Cremonte Pastorello di Cornour si è congedato dagli amici. Dalla dimora austera alla volta della Chiesa della Crocetta nella sua Torino, lo accompagnano la Contessa Anna, sposata nel 1960, la figlia  Mariella, il figlio Goffredo, con le consorti, i nipoti, i picchetti dei Cittadini dell'Ordine, di Corpi e gli Armigeri fedelissimi.
In 85 anni (nato a Torino il 30 luglio 1937, si è spento in Casa il 7 scorso) Sandro ha vissuto tre vite in una. Anzitutto la Famiglia-Azienda. La sua è la quinta generazione dei Cremonte al comando dei Cittadini dell'Ordine, il più antico Corpo di sicurezza privata d'Europa. La sua bandiera fu decorata di Medaglia d'Argento al valore civile nel 1870. Tra gli antenati, Sandro contò molti combattenti nelle guerre per l'indipendenza. Suo padre, Giuseppe (1909-1974), nella seconda guerra mondiale combatté sui fronti Greco-albanese e Croato-montenegrino.
Nella prestigiosa carriera professionale identificata naturaliter con la Famiglia Sandro resse cariche nazionali e internazionali sino al Direttivo mondiale della Lega internazionale delle Società di Sorveglianza.

Concepita la vita come “missione” all'insegna del motto Legge e Ordine (che non è reazionario ma sanamente istituzionale), Cremonte Pastorello ha attestato fedeltà alla Monarchia costituzionale di Casa Savoia nella quale crebbero i suoi avi e si riconobbe. Già membro della giunta dell'Unione Monarchica Italiana, fondatore del Movimento Monarchico Italiano (vi ebbe sodali il conte Carlo Galimberti e il barone Roberto Ventura, genero di Cesare Maria De Vecchi di Val Cismon), fu cooptato nella Consulta dei Senatori del Regno, voluta nel 1955 da  Re Umberto II affinché non andasse dispersa l'opera morale del Regio Senato. Vicepresidente Anziano del sodalizio, che riconosce in Amedeo di Savoia, duca di Savoia e di Aosta, l'erede alla Corona d'Italia, Sandro Cremonte ha promosso un ventaglio straordinario di “presìdi” culturali, quali “Le Armi del Re”, il Premio “L'Arcangelo”, dedicato a San Michele, protettore della Sicurezza, e il Gruppo Croce Bianca (con sede a Torino, via Barbaroux 43). Ne festeggiò i 25 anni a Palazzo Carignano con i suoi stretti collaboratori, Carlo Braghero e Guido Ornato.
Visse infine una terza vita, all'insegna della filantropia che opera nella discrezione. E' condivisione di sofferenza e lenimento. Nell'ambito della beneficenza dell'Ordine melitense, con la contessa Anna e i figli, Sandro costituì il Gruppo Missionario “La Speranza di Sant'Anna”,  impegnato in Madagascar.
La Principessa Maria Gabriella di Savoia e il principe Amedeo di Savoia, Duca di Savoia e di Aosta, memori di quanto Sandro fosse caro a Umberto II, si uniscono nel ricordo di un grande italiano ed europeo che soleva ripetere “Piemont fa grado”.

Aldo A. Mola


Foto: il conte Alessandro Cremonte Pastorello e la consorte Anna al 25° del Gruppo Croce Bianca (Palazzo Carignano), con Aldo Mola.


ALESSADRO CREMONTE PASTORELLO
MECENATE DELLA TRADIZIONE SABAUDA

 

  E' morto il conte Alessandro Cremonte Pastorello, VicePresidente Anziano della Consulta dei Senatori del Regno, Presidente del Gruppo Croce Bianca, cultore raffinato e promotore munifico di studi storici, filantropo.   E' morto il conte Alessandro Cremonte Pastorello, VicePresidente Anziano della Consulta dei Senatori del Regno, Presidente del Gruppo Croce Bianca, cultore raffinato e promotore munifico di studi storici, filantropo. 

    Il conte Cremonte Pastorello fece 

“come quei che va di notte
che porta il lume dietro e sé non giova,
ma dopo sé fa le persone dotte”.

    Come il Virgilio di Dante, auspicò il ritorno in Italia della Giustizia e del “primo tempo umano”: la monarchia costituzionale.

    Ne ricorderemo la Figura e l'Opera.

7 giugno 2020 

Aldo A. Mola

Nella fotografia: Il 12 giugno 2019 il conte Cremonte Pastorello chiude il convegno di studi nel 25° del Gruppo Croce Bianca a Palazzo Carignano (Torino), organizzato l'adesione della ASSGG. Alla sua sinistra il prof. Avv. Tito Lucrezio Rizzo, già Consigliere Caposervizio del Quirinale. 


Da "Il Giornale del Piemonte e della Liguria" del 26.05.2020
Da "Il Giornale del Piemonte e della Liguria" del 26.05.2020
 


RADIO RADICALE INTERVISTA ALDO A. MOLA

   16 maggio 1925: Mussolini sconfitto da Gramsci a Montecitorio: intervista ad Aldo A. Mola
 



L'ANZIANITÀ FA GRADO
DA GIOLITTI A MATTARELLA E CASELLATI  

Giovanni Giolitti in carrozzaCent'anni fa per salvare l'Italia dalla catastrofe postbellica Vittorio Emanuele III nominò presidente del Consiglio, per la quinta volta, Giovanni Giolitti. Lo Statista (1842-1928) aveva settantotto anni. Affrontò vittoriosamente le prove più dure. In pochi mesi abolì il “prezzo politico del pane”, risanò la finanza pubblica, affrontò senza traumi l'occupazione delle fabbriche, chiuse l'avventurismo dannunziano a Fiume, soffocò la guerra civile strisciante fra opposti estremisti.
Tra le misure allo studio per consentire il ritorno alla “normalità” dopo la fase acuta della pandemia del covid-19, qualcuno sta pensando d’imporre agli “anziani”, col pretesto di “tutelarli”, un ulteriore “isolamento” per chissà quante settimane o mesi. Sarebbe un’inaccettabile violazione dei diritti costituzionali dei cittadini, che non possono essere discriminati in ragione dell’età, la quale serve unicamente a distinguerli tra minorenni e maggiorenni.
Anziani o meno, gli Italiani hanno diritto di opporsi a ogni vessazione dei loro diritti non negoziabili e a ogni limitazione delle libertà fondamentali riconosciute dalla Carta.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha quasi 79 anni. La Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ne assume le funzioni “in ogni caso in cui” il Capo dello Stato “non possa adempierle”, ne ha 73. Pur essendo entrambi “anziani” secondo i parametri usuali, essi non sono né impediti né “incapaci”.
Sarebbe lungo l'elenco dei Capi dello Stato eletti in età avanzata: De Nicola, Einaudi, Gronchi, Saragat... sino a Pertini, Napolitano e, appunto, Mattarella.
Quindi? Con quali criteri e per quali “diritti” si mira a conculcare la libertà degli “anziani”?
Esperti della vita, essi sanno tutelarsi da sé.
Come dicono i saggi, “l'anzianità fa grado”.
Aldo A. Mola

FRONTEGGIARE EPIDEMIE SENZA LEDERE LE LIBERTÀ
LA LEZIONE DI GIOVANNI GIOLITTI
  

Parlamento vuotoLa decretazione d'urgenza volta a fronteggiare l'“insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”, seguita alla dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020, e la successiva proliferazione di provvedimenti governativi, regionali e comunali suscitano sconcerto e perplessità, sia per la forma, sia per i contenuti, sia per le ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini, specialmente per la loro libertà di circolazione, garantita dall'art. 16 della Costituzione.
Lo studio della storia comporta il raffronto tra il presente e le esperienze pregresse.
Perciò l’Associazione di studi storici Giovanni Giolitti (Cavour) invita alla lettura dell'opera “Giovanni Giolitti al Governo, in Parlamento, nel Carteggio” (ed. Bastogi, voll. 5), con particolare attenzione per le Relazioni di accompagnamento delle leggi varate dai governi “giolittiani” in materia sanitaria, e propone, per raffronto, una scheda sintetica delle principali disposizioni governative, curata dall'avv. Attilio Mola, e osservazioni sulla loro forma, scritte dal prof. avv. Tito Lucrezio Rizzo, entrambi soci fondatori della Associazione.
Alessandro Mella, Presidente ASSGG
 
Tito Lucrezio Rizzo (*)
 Il coronavirus tra emergenza sanitaria e burocratichesca
 
(“Diritti e integrazione. Speciale”, 3 aprile 2020)

La chiarezza delle leggi è una condizione necessaria, ma non sufficiente, per una più intensa sintonia fra il le Istituzioni ed i cittadini destinatari delle leggi medesime.
Durante i lavori all’Assemblea costituente Umberto Terracini e Piero Calamandrei sostennero la necessità che la futura Costituzione fosse un esempio di ponderazione nelle espressioni, che dovevano risultare semplici e comprensibili. Le leggi dovrebbero essere, oggi più che mai, poche, chiare, coordinate e concise (Plurimae leges, maxima iniuria), talché innanzi al noto principio che “la legge non ammette ignoranza“, la Corte Costituzionale ha, viceversa, riconosciuto al cittadino il diritto all’ignoranza della legge, tutte le volte che risulti formulata in modo oscuro o contraddittorio.
È generalmente noto che il “burocratichese” era un linguaggio oscuro, in parte perché retaggio di formule curiali ereditate dal passato, ma per lo più perché la sua voluta inaccessibilità iniziatica, ne nascondeva i reconditi significati alle masse, per conferire una maggiore (e sciagurata) autorevolezza ai sacerdoti della ritualità interpretativa.

A partire dal 2002 (direttiva Franco Frattini) la P.A. avrebbe dovuto cessare dall’uso di un linguaggio tecnico/specialistico, lontano dalla lingua parlata dai cittadini, ricorrendo ad una flessibilità della forma, che doveva essere tanto più semplice, quanto meno istruiti erano i destinatari.
La semplificazione di cui si discorre, rendendo ancor più il cittadino protagonista attivo e consapevole della “res publica”, avrebbe consentito di superare quelle limitazioni dovute talora a scarsa cultura, che di fatto potevano discriminarlo nell’esercizio dei diritti e nell’adempimento informato dei suoi doveri.
Oggi, a circa 20 anni da quella inattuata circolare, in un breve arco di tempo sono stati diramati, in seguito a variazioni normative “a pioggia”, vari moduli legati all’emergenza Coronavirus, con modifiche a intermittenza, colpendo già in tal modo il principio della certezza del diritto, presidio di ogni civiltà democratica.
I provvedimenti limitativi della libertà di movimento al di fuori delle mura domestiche, sono stati disciplinati con ordinanze e decreti del Presidente del Consiglio e del Ministro della Salute nel corso del mese di marzo, mentre il contagio avanzava con un crescendo rossiniano, fino al recente Decreto-legge 25 marzo 2010 n. 19, che dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni.
A carico di coloro che non rispettano le misure restrittive (p.es., uscire senza un valido motivo tra quelli sommariamente elencati, come andare in farmacia od a far la spesa), si applicava la contravvenzione penale dell’inosservanza di provvedimenti legalmente dati dall’autorità per ragioni di igiene, punita dall’articolo 650 del codice penale, con l’arresto sino a tre mesi o con l’ammenda sino a 206 euro. Il ricordato Decreto-legge del 25 marzo u.s. ha abrogato le sanzioni penali, sostituendole con quella amministrativa da 400 a 3000 euro, irrogata dal Prefetto. Come se ciò non bastasse, i moduli medesimi sono stati redatti con uno stile cripto–burocratichese, che, se non ci fosse di mezzo la tragedia di una pandemia che sta sconvolgendo il mondo, sarebbe degno di un film di Totò e Peppino. Ma purtroppo qui c’è poco da ridere, a fronte delle sanzioni, anch’esse cangianti e cangiate, previste per i trasgressori, dove riesce difficile capire non solo all’ “uomo della strada”, quale sia il nebuloso spartiacque tra la condotta lecita e quella illecita, ma anche a chi mastichi un po’ di diritto, trattisi di avvocato o di magistrato (la stampa ne ha riferito recentemente, circa garbati confronti interpretativi tra dei tutori dell’ordine ed un giudice che voleva solo fermarsi a pregare in chiesa).
In claris non fit interpretatio recitava il Diritto romano (ciò che è chiaro non ha bisogno di essere “interpretato”, con tutti gli arbitrii che ciò può comportare), ritenuto da sempre ratio scripta (razionalità scritta ) tanto che da tempo viene studiato in 120 università della Cina, dove la sua traduzione attualizzata costituisce il vigente sistema del diritto privato in quello sterminato Paese.
L’Italia “è la culla der diritto…ed er diritto ce s’è cullato così bene, che s’è addormito e nun se sveja più”: così diceva nel lontano 1973 il nostro Maestro di procedura civile Virgilio Andrioli.
Lo sventurato cittadino che viene fermato per il doveroso controllo, deve firmare sotto la propria responsabilità “di essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio vigenti alla data odierna ed adottate ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legge 25 marzo 2020, n.19, concernenti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone fisiche all’interno di tutto il territorio nazionale; di essere a conoscenza delle ulteriori limitazioni disposte con provvedimenti del Presidente della Regione [……] etc. ; di essere a conoscenza delle sanzioni previste dall’art. 4 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19.
Chi è a conoscenza, prima di firmare, di queste norme? Se tra i lettori-comuni cittadini di questo articolo c’è ne è uno, alzi virtualmente la mano!
 
(*) Docente universitario, avvocato, già Consigliere Capo Servizio della Presidenza della Repubblica.

 

RASSEGNA CRONOLOGICA DELLE PRINCIPALI DISPOSIZIONI GOVERNATIVE SU COVID-19
INCIDENTI SULLA LIBERTA' DI CIRCOLAZIONE (ART. 16 COSTITUZIONE)

a cura di Attilio Mola
- NB: in verde le norme vigenti; in rosso quelle abrogate o non più efficaci -

 

31/01/2020

    Delibera del Consiglio dei ministri (in G.U. n. 26 del 1/2/2020).

Il Governo

    • dichiara per 6 mesi dalla data del provvedimento lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;
    • attribuisce al Capo Dipartimento di Protezione Civile il potere di emettere, in deroga a ogni disposizione vigente e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico, ordinanze per l'organizzazione e l'effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione interessata dall'evento e per il ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche;
    • stanzia per l'attuazione dei primi interventi e nelle more della valutazione dell'effettivo impatto dell'evento €5.000.000,00 a valere sul Fondo per le emergenze nazionali.
23/02/2020 

Decreto-Legge n. 6 (in G.U. n. 45 del 23/2/2020), conv. con mod. in Legge 5 marzo 2020, n. 13 - Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19.

Allo scopo di evitare il diffondersi del COVID-19, nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona le autorità competenti devono adottare ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all'evolversi della situazione epidemiologica (art. 1). Tra queste, a) il divieto di allontanamento dal comune o dall'area interessata da parte di tutti gli individui comunque presenti nel comune o nell’area e b) il divieto di accesso al comune o all'area interessata.

Le autorità competenti possono adottare ulteriori misure di contenimento e gestione dell'emergenza, al fine di prevenire la diffusione dell'epidemia da COVID-19 anche fuori dei casi di cui all’art. 1 co. 1 (art. 2).

Le misure di contenimento sono adottate con uno o più DPCM (art. 3 co. 1) ovvero, nelle more, nei casi di estrema necessità e urgenza, con ordinanze contingibili e urgenti dal ministro della salute, dai presidenti delle regioni o dai sindaci ai sensi della legge istitutiva del SSN o del T.U. Enti Locali (art. 3. co. 2).

La violazione delle misure di contenimento è punito ai sensi dell’art. 650 c.p. (art. 3 co. 4).

Lo stanziamento previsto dalla delibera del Consiglio dei ministri del 31/1/2020 è incrementato di 20 milioni di euro per l'anno 2020 a valere sul Fondo per le emergenze nazionali (art. 4).
Il DL 6/2020 è stato abrogato dall’art. 5 co. 1 lett. a) del decreto-legge 25 marzo 2020, n 19.

23/02/2020

DPCM - Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 (in G.U. n. 45 del 23/2/2020).

Le misure di cui all’art. 1 DL 6/2020 vengono adottate in dieci comuni lombardi e in uno veneto con efficacia fino all’8/3/2020.

25/02/2020

DPCM - Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 (in G.U. n. 47 del 25/2/2020).

Adozione di varie misure di cui al DL 6/2020 in ambiti territoriali diversi e con differente durata.

Termine di efficacia delle disposizioni: 1/3/2020.

01/03/2020 

DPCM - Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 (in G.U. n. 52 del 1/3/2020).

Adozione di varie misure di cui al DL 6/2020 in ambiti territoriali diversi e con differente durata.

Termine di efficacia delle disposizioni: 8/3/2020.

Dall’entrata in vigore del DPCM (2/3/2020) cessano di produrre effetti i DPCM 23/2/2020 e 25/2/2020 e ogni altra misura anche di carattere contingibile e urgente adottata ex art. 3 co. 2 DL 6/2020.

04/03/2020

DPCM - Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 (in G.U. n. 55 del 4/3/2020).

Adozione di varie misure di cui al DL 6/2020 in ambiti territoriali diversi e con differente durata.

Sull’intero territorio nazionale lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione di mantenere, nei contatti sociali, una distanza interpersonale di almeno un metro (art. 1 lett. c).

Termine di efficacia delle disposizioni: 3/4/2020.

08/03/2020

DPCM - Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 (in G.U. n. 59 del 8/3/2020).

Nella Regione Lombardia e in alcune province di Piemonte, Veneto, Reggio Emilia e Marche sono adottate le seguenti misure:

  • evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza (art. 1 lett. a);
  • ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante (art. 1 lett. b);
  • divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus (art. 1 lett. c).

Sull’intero territorio nazionale:

  • lo sport di base e le attività motorie in genere, svolti all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro (art. 2 lett. g);
  • è raccomandato ai comuni e agli altri enti territoriali di offrire attività ricreative individuali alternative a quelle collettive interdette dal decreto, che promuovano e favoriscano le attività svolte all’aperto, purché svolte senza creare assembramenti di persone (art. 3 lett. g).

Termine di efficacia delle disposizioni: 3/4/2020. Con DPCM 1/4/2020 detto termine è stato successivamente prorogato fino al 13/4/2020.

09/03/2020

DPCM - Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale (in G.U. n. 62 del 9/3/2020).

Le misure di cui all’art. 1 DPCM 8/3/2020 sono estese all’intero territorio nazionale (art. 1 co. 1).

Lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro (art. 1 co. 3 recante modifica dell’art. 1 lett. d DPCM 8/3/2020).

Termine di efficacia delle disposizioni: 3/4/2020. Con DPCM 1/4/2020 detto termine è stato successivamente prorogato fino al 13/4/2020.

11/03/2020

DPCM - Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale (in G.U. n. 64 del 11/3/2020).

Viene disposta la sospensione dell’attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentati e di prima necessità.

Termine di efficacia delle disposizioni: 25/3/2020. Con DPCM 1/4/2020 detto termine è stato successivamente prorogato fino al 13/4/2020.

20/03/2020

Ordinanza del Ministro della Salute - Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale (in G.U. n. 73 del 20/3/2020).

Non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona (art. 1 lett. b).

Nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza (art. 1 lett. d).

Termine di efficacia delle disposizioni: 25/3/2020. Con DPCM 1/4/2020 detto termine è stato successivamente prorogato fino al 13/4/2020.

22/03/2020

Ordinanza del Ministro della Salute (e dell’Interno) - Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale (in G.U. n. 75 del 22/3/2020).

è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

Termine di efficacia delle disposizioni: entrata in vigore di successivo DPCM.

22/03/2020

DPCM - Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale (in G.U. n. 62 del 9/3/2020).

Sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato. Le attività professionali non sono sospese e possono svolgersi con le raccomandazioni già impartite con DPCM 11/3/2020 (art. 1 co. 1 lett. a).

è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; conseguentemente all’art. 1 co. 1 lett. a) DPCM 8 marzo 2020 le parole «è consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza» sono soppresse (art. 1 co. 1 lett. b).

Termine di efficacia delle disposizioni: 3/4/2020. Le disposizioni del DPCM 11/3/2020 e dell’ord. Min. Salute 20/3/2020 sono prorogate fino a tale data. Con DPCM 1/4/2020 detto termine è stato successivamente prorogato fino al 13/4/2020.

25/03/2020

Decreto-Legge n. 19 - Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 (in G.U. n. 79 del 25/3/2020).

Visto l’art. 16 Cost. che consente limitazioni della libertà di circolazione per ragioni sanitarie e ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di emanare nuove disposizioni per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, si stabilisce la possibilità di adottare, su specifiche parti del territorio nazionale ovvero, occorrendo, sulla totalità di esso, per periodi predeterminati di durata non superiore a trenta giorni fino al 31/7/2020, le misure elencate nell’art. 1 co. 2. Tra queste:

  • limitazione della circolazione delle persone, anche prevedendo limitazioni alla possibilità di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora se non per spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni (art. 1 co. 2 lett. a);
  • limitazioni o divieto di allontanamento e di ingresso in territori comunali, provinciali o regionali, nonché rispetto al territorio nazionale (art. 1 co. 2 lett. c);
  • limitazione o sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni altra forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo, ricreativo e religioso (art. 1 co. 2 lett. g);
  • limitazione o sospensione delle attività ludiche, ricreative, sportive e motorie svolte all’aperto o in luoghi aperti al pubblico (art. 1 co. 2 lett. n).

Le misure di cui all'art. 1 sono adottate con DPCM, sentiti i presidenti delle regioni interessate ovvero il presidente della conferenza delle regioni, ove riguardino l'intero territorio nazionale (art. 2 co. 1).

Nelle more dell’adozione dei DPCM e con efficacia limitata fino a tale momento le misure di cui all’art. 1 possono essere adottate:

  • dal Ministro della salute con ordinanza contingibile e urgente ex art. 32 L. 833/1978, in casi di estrema necessità e urgenza per situazioni sopravvenute (art. 2 co. 2);
  • dalle regioni, in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio o in una parte di esso (art. 3 co. 1).

Continuano ad applicarsi nei termini originariamente previsti le misure già adottate con i DPCM 8/3/2020, 9/3/2020, 11/3/2020 e 22/3/2020 per come ancora vigenti alla data di entrata in vigore del decreto-legge. Le altre misure ancora vigenti alla stessa data continuano ad applicarsi nel limite di ulteriori dieci giorni (art. 2 co. 2).

I Sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con le misure statali, né eccedendo i limiti di oggetto cui al co. 1 (art. 3 co. 2).

La violazione delle misure di contenimento applicate con i DPCM adottati ai sensi dell’art. 2 co. 1 e con le ordinanze di cui all’art. 3 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da €400 a €3.000, aumentata fino a un terzo se commessa mediante l'utilizzo di un veicolo; non si applica l’art. 650 c.p. (art. 4 co. 1).

La stessa sanzione, in misura minima e ridotta alla metà, si applica alle violazioni già punite ai sensi dell’art. 650 c.p. commesse prima dell'entrata in vigore del decreto-legge (art. 4. co. 8).

01/04/2020

DPCM - Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale (in G.U. n. 88 del 2/4/2020).

L’efficacia delle disposizioni dei DPCM 8, 9, 11 e 22/3/2020 e dell’ordinanza del Ministro della salute 20/3/2020 è prorogata fino al 13 aprile 2020 (art. 1 co. 1).

L’art. 1 lett. d) DPCM 8/3/2020 è così sostituito: «sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Sono sospese altresì le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, all’interno degli impianti sportivi di ogni tipo» (art. 1 co. 2). Viene dunque soppresso l’inciso: «Lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro», contenuto nella previgente formulazione della disposizione suddetta.

10/04/2020

DPCM - Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale (in G.U. n. 97 del 11/4/2020).

Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale si applicano, tra le altre, le seguenti misure:

  • sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e, in ogni caso, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute e resta anche vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale comprese le seconde case utilizzate per vacanza (art. 1 lett. a);
  • ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante (art. 1 lett. b);
  • è fatto divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus (art. 1 lett. c);
  • non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; è consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona (art. 1 lett. f).

A fini di prevenzione del contagio, è fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità (art. 3 co 1 lett. b).

Sull’intero territorio nazionale sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell’allegati 1, 2 e 3. Le attività commerciali non sospese e i servizi professionali possono svolgersi con le raccomandazioni impartite nell’art. 1 (art. 2 co. 1).

Termine di efficacia delle disposizioni: 3/5/2020 (art. 8 co. 1).

Dalla data di entrata in vigore del DPCM cessano di produrre effetti i DPCM 8/3/2020, 9/3/2020, 11/3/2020, 22/3/2020 e 1/4/2020 (art. 8 co. 2).

Si continuano ad applicare le misure di contenimento più restrittive adottate dalle Regioni relativamente a specifiche aree del territorio regionale (art. 8 co. 3).

 
(In aggiornamento) 


DAL RE GALANTUOMO A LUIGI CADORNA  

Vittorio Emanuele II Busto Saluzzo    Storia in Rete Marzo 2020Il n.171 del mensile “Storia in Rete” (marzo-aprile 2020, in edicola da ieri) propone un ampio ritratto di Vittorio Emanuele II, “il Re dimenticato”, nel 200° della nascita. “Senza di lui – si legge – non ci sarebbe stata l'unità nazionale”. L'articolo ricorda anche la strana sorte dei due monumenti in bronzo di Vittorio Emanuele II e di Umberto I, opere del celebre scultore Leonardo Bistolfi, tuttora abbandonati nel sottoscala di un Museo di Saluzzo e domanda: “Che cosa si aspetta a riportarli alla luce”?
   Lo storico Aldo G. Ricci, già sovrintendente dell'Archivio Centrale dello Stato, esamina la parabola di Luigi Cadorna, Comandante Supremo dell'esercito italiano nella Grande Guerra (1914-1917), alla luce di opere antiche e di documenti inediti che lo riabilitano pienamente.
   L'antropologo torinese Massimo Centini passa in rassegna “i Virus della paura” in un articolo di stringente attualità. 

IL CANTIERE DELLA ASSOCIAZIONE DI STUDI STORICI
GIOVANNI GIOLITTI (CAVOUR)

 
Logo Associazione di Studi Storici Giovanni Giolitti - Cavour (To)
 L'Associazione di Studi Storici Giovanni Giolitti ha chiuso il 2019 con eventi che costituiscono motivo di soddisfazione e di riflessione per quanti ne hanno seguito e ne assecondano l'impegno: GianPaolo Ferraioli, da un decennio relatore in convegni organizzati nel Cuneese su Giolitti e la sua età, già docente associato di storia è meritatamente asceso a Ordinario di storia contemporanea nell'Università della Campania  “Luigi Vanvitelli” con sede a Caserta; l'avvocato Luigi Rizzo ha pubblicato l'ottimo saggio su Il pensiero di Giovanni Giolitti, fondatore dello Stato sociale, tra guerra e pace  (ed. Arbor Sapientiae). Elaborata nel corso di un quindicennio anche sulla scorta di ricerche in carte giolittiane conservate  nella “Granda”, la sua opera getta luce innovativa sulla genesi e sulla  costruzione dello “stato sociale” sin da prima della rovinosa Grande Guerra. Infine il profilo del nostro Presidente, Alessandro Mella, figura nel Dizionario degli autori italiani contemporanei, con biobibliografia e note critiche, a cura di Lia Bronzi a Angelo Manuali (ed. BastogiLibri, dicembre 2019). 

 Il 2020 vedrà la pubblicazione del volume comprendente gli Atti dei tre convegni organizzati dalla ASSGG a Saluzzo (2017) e a Vicoforte (2018 e 2019). Il primo, “da Caporetto a Vittorio Veneto”, coronò precedenti  approfondimenti della Grande Guerra organizzati in coincidenza con  il Centenario (2014-2018), in collaborazione con l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito: un percorso scandito da incontri e pubblicazioni. Tra queste ricordiamo i quattro volumi collettanei Da Giolitti a Umberto II. La storia che torna (2014); 1914-1915: il liberalismo italiano alla prova e l'anno delle scelte (2015); La Massoneria nella Grande guerra (2016); 1915: maggio radioso o colpo di Stato? (2017); gli atti dell' “Incontro sull'età giolittiana” organizzato a Roma  di concerto con l'Archivio Storico della Presidenza della Repubblica il 21 giugno 2017 e l'edizione anastatica con introduzioni critiche dell'imponente “Inchiesta su Caporetto”. (*) 

  I convegni di Vicoforte costituiscono le prime due tappe dell'esame del “Lungo regno di Vittorio Emanuele IIII (1900-1946): l'età vittorioemanuelina-giolittiana (1900-1921) e Gli anni del Consenso (1922-1937), che stanno suscitando un approfondito dibattito sui rapporti tra Monarchia e fascismo nel settimanale “Idea: un impegno che sarà completato nel 2020 con “Gli anni difficili: 1938-1947”.

 Questi sforzi sono stati assecondati da Istituzioni e Centri di studio che ci hanno onorati con la pubblicazione dei loro loghi in testa a programmi e pubblicazioni (**). Sino al 2018 la Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo presieduta dal prof. Gianni Rabbia li ha sorretti con un contributo non rinnovato nel 2019 dal nuovo consiglio di amministrazione. 

   L'ASSGG,  fattivamente affiancata dalla  Associazione di studi sul Saluzzese presieduta dall'avv. Attilio Mola e dal Comune di Torre San Giorgio, dovrà ora ripensare la propria organizzazione per continuare ad attuare gli obiettivi per la cui realizzazione è sorta, anche perché il 2020 si presenta particolarmente impegnativo.

   In primo luogo nel suo corso continuerà la presentazione di opere pubblicate con il contributo  suo o di associazioni fiancheggiatrici. E' il caso del  Diario inedito, 1943-1944 di Luigi Federzoni, curato da Erminia Ciccozzi e introdotto da Aldo G. Ricci, già presentato alla Fondazione Giovanni Spadolini-Nuova Antologia (Firenze) e all' Archivio Centrale dello Stato; il  15 gennaio p.v.  esso viene presentato alla Fondazione Ugo Spirito (Roma), con intervento del suo presidente, Giuseppe Parlato. 
Le due opere cadorniane (Luigi Cadorna, La guerra alla fronte italiana, ed. BastogiLibri, e Carlo Cadorna, Caporetto. Risponde Cadorna, ed. BCSMedia), entrambe pubblicate con il concorso della ASSGG e già presentate in varie città, l'11 febbraio p.v. vengono presentate al Senato (Cadorna, come suo padre Raffaele, fu senatore del Regno, mentre suo figlio, Raffaele, fu senatore della Repubblica).

   A impegnarci nel corso del 2020 saranno nuove pubblicazioni e ulteriori appuntamenti con la storia: i già accennati Atti dei convegni realizzati nel trascorso triennio; il terzo convegno sul regno di Vittorio Emanuele III e infine, tema ineludibile, il 150° dell'annessione di Roma e del Lazio al Regno d'Italia. Nel quadro delle probabilmente numerose rievocazioni di quella data assiale, missione specifica  dell'ASSGG è ripercorrere come il Vecchio Piemonte e in specie il Cuneese vissero la sua preparazione e la sua attuazione e quali ne furono le molteplici ripercussioni “spirituali”, culturali, civili, economiche.

  Ci attende dunque un anno impe
gnativo. Confidiamo pertanto nel sostegno di tutti gli associati e auspichiamo che ognuno promuova entro il gennaio 2020 l'ingresso di un nuovo socio effettivamente interessato alle nostre tematiche e, all'occorrenza, disposto a concorrere alla vita dell'Associazione con una pur modesta oblazione. 

   Ringraziamo infine Davide Colombo che dall'inizio del nostro cammino, nel luglio 2017, ha  ideato e assiduamente aggiornato il sito della Associazione con professionalità ed encomiabile tempestività.  

    A tutti i migliori auguri di ottimo Anno Nuovo.
      
Il presidente                                     Il direttore scientifico                                   Il presidente onorario
cav. Alessandro Mella                           Aldo A. Mola                                      avv. Giovanna Giolitti

                                                               

(*) Il curatore sarà lieto di offrire copia di tali opere a quanti ne facessero richiesta.

(**)  Tra gli Enti e Istituti che ci hanno affiancati e in vario modo sorretti, oltre alla Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo sino al 2018, ricordiamo (in ordine alfabetico) Archivio Centrale dello Stato (Roma); Associazione di Studi sul Saluzzese (Torre San Giorgio); Associazione Nazionale ex Allievi della Nunziatella (Napoli); Centro Studi Piemontesi (Torino); Centro Studi Urbano Rattazzi (Alessandria); Comando Militare Regione Piemonte (Torino); Gruppo Croce Bianca (Torino); Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (Napoli); Premio Acqui Storia (Acqui Terme); Università della Terza Età, Piemonte (Torino).

FONDATA  A CAVOUR L'ASSOCIAZIONE "GIOVANNI GIOLITTI"
LA LUNGA STRADA ALLA SCOPERTA DELLO STATISTA (1978-2017)

Giovanni Giolitti  Le ricerche innovative su Giovanni Giolitti hanno quarant'anni. Malgrado l'onesta biografia di Nino Valeri e i saggi sorti su impulso di una parte delle sue Carte  conservate all'Archivio Centrale dello Stato ('Quarant'anni di politica italiana" curate da Piero D'Angiolini, Giampiero Carocci e Claudio Pavone), nella pubblicistica,  nella manualistica e nell'opinione corrente lo Statista rimase il "ministro della malavita", il "Giovanni Battista del fascismo" e anche peggio. Per alcuni, ma sempre meno, lo è ancora.
Nel 1978 il Centro Studi Piemontesi, fondato e animato dal prof. Renzo Gandolfo,  organizzò il Convegno "Istituzioni e metodi politici dell'età giolittiana" (11-12 novembre, Mondovì-Cuneo-Dronero, Cavour). In coincidenza con la sessione di Cuneo il Presidente della Repubblica, on. Sandro Pertini, scoprì il busto in bronzo di Giolitti nel Salone del Consiglio Provinciale di Cuneo. Intervennero relatori, tra altri, Luigi Firpo, Giovanni Spadolini, Ettore Rotelli, Mario Abrate, Massimo Mazzetti,  Rinaldo Cruccu, Giovanni Tesio, Adolfo Sarti, Manlio Brosio, Claudio Schwarzenberg, Cosimo Ceccuti, Roberto Chiarini, Bruno di Porto e Aldo A. Mola, coordinatore dei lavori con il prof. Gandolfo e curatore degli Atti per il Centro Studi Piemontesi (1979).
Il Convegno venne propiziato dal prof. Giovanni Giolitti che in Cavour aprì agli ospiti Villa Plochiù, dimora del nonno. L'allora sindaco di Cavour, Sergio Fenoglio, fece collocare la segnaletica "Luoghi giolittiani". 
Undici anni dopo il Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, dettò la lapide memoriale dell'ingresso di Giolitti al governo (9 marzo 1889), murata a Villa Plochiù e scoperta in coincidenza con un convegno che ebbe relatori Giovanni Goria e Valerio Zanone.  
Per liberare Giolitti e la sua età dalla coltre di pregiudizi ideologici e faziosi occorreva proporne l'Opera sulla base di documenti inediti. Lo fecero una nuova biografia (ora nei Classici della Storia Mondadori) e i tre volumi in cinque tomi "Giovanni Giolitti al Governo, in Parlamento e nel Carteggio" (ed. Bastogi per la Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo, presieduta dal prof. Giovanni Rabbia) curati da Aldo A. Mola e da Aldo G. Ricci, sovrintendente dell'Archivio Centrale dello Stato (2007-2010).
Infine un DVD  (marzo 2017) propone "Giovanni Giolitti, lo Statista della Nuova Italia (1842-1928)": strumento rigoroso e divulgativo, dal quale è nato l'"Incontro sull'età giolittiana", organizzato all'Archivio Storico della Presidenza della Repubblica (21 giugno 2017), aperto e concluso dalla Sovrintendente dott.ssa Marina Giannetto.

Per continuare quel lungo cammino il 20 luglio 2017 è nata in Cavour l'Associazione di studi storici intitolata a Giovanni Giolitti.


ULTIMO AGGIORNAMENTO:
30 Giugno 2020


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